MEDITAZIONE LA GENTILEZZA – Giugno 2026

PROGETTO ANIME RIPARATRICI

Suor Lina (Michelina) Iannuzzi

Cellulare: 333 95 31 599 dalle ore 9 alle 12 e dalle 20 alle 22

Sito ufficiale Atto d’Amore: www.preghiamoperilmondo.org

E-mail: preghiamoperilmondo@yahoo.it suorlina@preghiamoperilmondo.org

GIUGNO 2026

 

LA GENTILEZZA

Parlare della gentilezza mi riempie il cuore di gioia perché è una dote che rende bella e armoniosa una persona, la rende unica nel senso più vero della parola: la gentilezza è un patrimonio prezioso che proviene da un cuore nobile e capace di amare; una qualità che può cambiare la vita delle persone che ci circondano e magari renderla anche più serena…
Con questo dono si coglie il bisogno struggente, l’esigenza innata di dare, di coinvolgere in un manto di squisita educazione che sa parlare meravigliosamente di buone maniere! Essa è una dote su cui dobbiamo affinarci continuamente, farla diventare sempre più nostra per rimanere radicati nell’Amore che sa sfociare nella carità. È un processo di trasformazione e di crescita che porta a diventare sempre più simili a Dio, che è l’Amore che accoglie e mai condanna!

Grazie, Signore perché con questo Dono ci fai scoprire il lungo stuolo delle virtù che ne conseguono: il garbo, la cortesia,
il cuore buono, l’umiltà, l’attenzione, il trasporto che nasce proprio quando urge far sentire la vicinanza e il conforto!
A Te, Signore, affidiamo il bisogno innato di buone maniere e
Tu, mio Dio, accendi quella luce in chi ci è vicino perché possa scaldare e innamorare. Rendici capaci di suscitare nell’altro il bisogno di fare propria quella Gentilezza che può investire
i nostri giorni a gloria del Tuo nome!

Può succedere di rimanere positivamente colpiti quando incontriamo qualcuno con una gentilezza inaspettata: calda, improvvisa, carica di desiderio di esprimersi in carità, cordialità, familiarità, delicatezza e misura nel saper riprendere con giusti metodi educativi quando urge una correzione!
Tutto questo ha un fascino senza fine… 

Bello è lasciarsi innamorare da un tale esempio, ma per poterlo assimilare servirebbe auto educarsi, per coltivare in noi il gusto di quella squisita Gentilezza che sa parlare al cuore senza trascendere nella mancanza di educazione, di rispetto, di carità, perché senza di esse anche la cosa più giusta perderebbe di gran lunga il suo valore!

La Gentilezza non è altro che un atto di amore, di rispetto verso gli altri che si manifesta in mille modi: può essere un sorriso, un saluto, un augurio fatto con il cuore, una parola di conforto, un aiuto disinteressato, un’accoglienza gratificante, a volte quasi come una carezza sfuggita sulla mano, simile ad un tocco leggero e quel calore, che non sa invadere, riesce a parlare di delicata vicinanza e fa capire alla persona di “non essere sola”!
Ecco perché tutto questo ha un valore che dovrebbe essere coltivato e trasmesso di generazione in generazione, perché può donarci una società dominata da positività e da amore fraterno e ne abbiamo urgente bisogno!

La Gentilezza é un grande dono che purtroppo notiamo sempre meno nei nostri costumi; infatti, è quasi dimenticata senza pensare che è la madre delle buone maniere, sempre capace di esprimere quella necessaria convivialità arricchita da signorilità che da sempre ha facilitato i rapporti nel quotidiano!
Sono piccoli gesti, ma determinanti per generare quell’amore basilare per creare relazioni, legami profondi, nonché amicizie sante con chi ci sta accanto! 

Non troviamo nessun cartello pubblicitario che ci segnali di usare gentilezza, ma lo esige ciò che noi siamo, la struttura del nostro essere anime di Dio, cristiani impegnati nel fare il bene; lo esige il modo con cui siamo stati fatti e proprio per questo abbiamo un certo richiamo interiore che porta ad essere quello che il Signore ha progettato per ciascuno di noi! 

E qui il nostro primo dovere è impegnarci santamente per dare dei buoni frutti, anche su questa magnifica virtù che è la Gentilezza! 
Questo non significa esibire la propria educazione o il modo elegante che abbiamo acquisito, ma è soprattutto poter donare un piccolo semino, perché germogli tramite la forza gratuita, sovrabbondante, trasformante della Grazia in chi ci circonda! L’educazione vestita di gentilezza è qualcosa che gratifica e arricchisce la nostra personalità! Bello è captare che la Grazia, da soave educatrice, trasmette voglia di assimilarla proprio per poter fare meglio e di più tra i figli di Dio.

E qui, per quanti vogliono entrare nella rete della Gentilezza, l’importante non è saperlo fare in un certo qual modo, ma è metterlo in pratica con sincerità, con il cuore, in piena convinzione e soprattutto per piacere al buon Dio perché non dobbiamo dimenticare che è la cosa più preziosa per noi!
Infatti, quando mettiamo in pratica la Gentilezza, si riceve una profonda gioia che sa riempirci il cuore, anche se quei gesti sembrano non voler dire nulla, ma hanno il potere di gratificare sia chi riceve un atto gentile, sia chi con squisita leggerezza sa crearlo! 

In tutto questo si capta meravigliosamente che la Gentilezza affina e porta verso il bello e il nobile dove l’anima, per influsso divino, tende!

Penso che a qualcuno di noi sarà capitato di aver avuto l’umore risollevato da un atto gentile inaspettato. Basta davvero molto poco: una tazzina di caffè preparata con amore, oppure trovare il bucato piegato, o semplicemente sentirsi dire: “come stai?”. Piccole attenzioni, ma che possono aiutare soprattutto una persona delusa o in depressione, non costano nulla, ma riescono a dare gioia e per questo non sono assolutamente da sottovalutare, ma da inserire con piena volontà nel nostro vissuto di ogni giorno!

A volte può capitare che la gentilezza, anche se apprezzata, non sa risolvere certe situazioni. Non importa… Prendiamocene cura ugualmente, doniamo attenzione, facciamo capire che ci siamo e che si può contare su di noi!
Tanti sono i momenti in cui potrebbe bastare la sola presenza per far stare meglio qualcuno… pensiamoci…

Meraviglioso è cogliere con attenzione quanto succede in noi quando qualcuno ci tratta con gentilezza; quasi sempre avvertiamo un motivo di gioia che porta a vestirci di sentimenti di gratitudine, a tal punto che arriviamo a trattare gli altri allo stesso modo! 

Ogni atto gentile è davvero un atto che contagia e, diffondendosi, può cambiare qualcosa intorno a noi, fino a renderci potenti strumenti nelle mani di Dio che possono suscitare un mondo più giusto, accogliente e magari anche felice! Lo voglia il Signore! 

Sicuramente possiamo affermare che la madre della gentilezza è la Carità, mentre la sorella maggiore è l’empatia, intesa come qualcosa che spinge a farci carico di chi ha bisogno; ma credo proprio che la radice da cui nasce il bisogno di essere gentile sia proprio del cuore buono che ha bisogno di coronare la sua carità, anche con gesti gentili! 

La Carità è la regina di ogni virtù ed è lei sola che ci permette di andare incontro agli altri con il fascino della gentilezza! Essa è forza che spinge a metterci al servizio degli altri, ad essere presenti, disponibili… Delizioso è offrire il nostro sostegno anche con semplici parole, purché affinate e vestite dalle buone maniere che la Gentilezza sa dare!

Carità, gentilezza e accoglienza sono come un circolo virtuoso: più si ama, più si è gentili, e più si è gentili, più si ama, diffondendo così sentimenti più caldi e più umani intorno a noi!

O mie care Anime Riparatrici, cerchiamo di fare nostra questa meditazione, mettendola in pratica proprio nelle nostre famiglie, dove sempre più spesso l’arroganza sembra prevalere.
Chiediamo al Signore di donarci la parola giusta per far capire che l’uso delle buone maniere può dare vita ad una reciprocità meravigliosamente guidata dal rispetto e dall’amore di cui tutti abbiamo un estremo bisogno!
È difficile, lo credo bene, soprattutto con i giovani, ma se preghiamo per questo e riusciamo a dare esempi tangibili, qualcosa può cambiare! Intervenga il Signore nei cuori di chi ha maggiormente bisogno!

Donaci, Signore, di essere per tutti quel profumo di nardo che cerca solo il bene altrui e invoca per tutti e per ciascuno un mondo fraterno, umano, ricco di buone maniere che spengano egoismi e arroganze di potere! Insegnaci a venire a te e ad andare incontro agli altri in atteggiamento umile e dignitoso che sa parlare di Te, o Padre, che ci hai donato la vita e attendi che ritorniamo a Te in pienezza con tutti gli altri Tuoi figli!

Penso che ogni atto gentile è una stupenda realtà perché proviene sempre da un cuore umile e buono, pronto a impegnarsi per chiarire, chiedere scusa e soprattutto a contagiare il cuore dell’altro per essere “Uno” nell’amore di Dio che attende “l’unità”!

Certo, un cuore buono può essere quel terreno fertile in cui la gentilezza cresce e si sviluppa, ma non sempre basta la bontà…
Penso che bisogna vederlo come un dono gratuito, una dote, un talento geniale che esprime qualcosa fuori dal comune e poiché dispensare gentilezza è anche sovrabbondanza di gioia in se stessi, ecco che possiamo elevare a Dio il “Grazie” più prezioso in questa nostra vita, dotata da un fascio di virtù che tutti possiamo, con la Grazia di Dio, fare diventare fortemente nostre!

Donaci, Signore, un amore che spinge a donare e a rendere felice l’altro; rendici apostoli di quel bene che hai deposto in noi perché doni frutto e porti la convivenza di ogni famiglia nella gioia del dono reciproco per una società calda e desiderosa di amore fraterno.

Nella valanga dei doni che andiamo scoprendo, cerchiamo di affinarci anche nella virtù dell’umiltà, quale sorella nascosta della gentilezza! Sono certa che ogni atto gentile se non fosse sostenuto dall’umiltà, non sarebbe capace di esprimersi o di concretizzarsi!
La gentilezza priva dell’umiltà non può andare da nessuna parte, perché l’orgoglio metterebbe mille impedimenti per realizzare i piani della gentilezza vera!

Non dimentichiamo, mie carissime Anime Riparatrici, che ci troviamo nel mese dedicato al Cuore di Gesù! Cerchiamo di onorarlo ogni giorno con le nostre belle devozioni e chiediamo di fare dei nostri cuori strumenti di mitezza e di umiltà, che ci facciano assomigliare sempre di più a Lui. 

Penso che siamo in un tempo favorevole anche per celebrare con fede e amore la nostra bella preghiera per il mondo, così sempre lontano da Dio!

Mio Dio, Ti amo!
Abbi pietà di noi e del mondo intero!

Vi abbraccio e vi porto al Cuore di Gesù, modello delle anime nostre!

Suor Lina Iannuzzi 


P.S. 

Vi indico come si può contribuire
– C/C POSTALE n. 1022874398, intestato a:
Casa di Formazione Religiosa Socio-Educativa
Istituto Suore S. Marcellina
Causale: Progetto Anime Riparatrici
– BONIFICI: IBAN IT69 B076 0101 6000 0102 2874 398—

LE VOSTRE LETTERE

DA SARA D.M.: – Grazie Suor Lina, a voi che ogni giorno confortate e sostenete le mamme e le nonne nel loro arduo compito e pregate per noi, affinché camminiamo sempre nella retta via che il Signore ha tracciato per noi.  Dio vi benedica e vi sostenga in questa missione e, in prossimità della festa della Madonna di Fatima, la Madonna vi porti sotto il suo manto, affinché possiate proseguire con passo sicuro e all’ombra delle ali del Signore nella missione di riparazione che Dio ha disegnato per voi e per tutte noi Anime Riparatrici.

DA ROSALBA F.: – In questo giorno speciale affidiamo ogni mamma fisica o spirituale, in terra o in Cielo, alla Mamma di tutte le mamme perché custodisca ciascuna sotto il suo Manto benedetto. “Ave Maria, Madre cara, Tu che tutto puoi presso il Cuore di Gesù, prega per tutte le mamme e aiutale nei momenti di prova e di sofferenza. Sostieni il loro cuore e infondi tanta fiducia e speranza. Ascolta le loro suppliche e le loro lacrime per tanti figli dispersi ed esaudiscile. Parla Tu a Dio Padre e per Gesù, con Gesù ed in Gesù, per opera dello Spirito Santo dona la Pace in ogni cuore. Amen.

DA MARIA I.: – Grazie mille carissima! La santità di San Carlo Acutis, vi appartiene! Questo ragazzo ha avuto davanti a Lui anche tanti buoni esempi da imitare: “Le Marcelline”. Dio vi benedica tutte! Anch’io ho avuto modo di incontrare tante Suore presso l’Ospedale Gaetano Pini e benedico il Signore che mi ha permesso anche di vivere a contatto con Te, carissima Suor Lina e tante altre sorelle tra il personale sanitario. Dio vi benedica tutte! San Carlo Acutis prega da lassù per tutti noi.

DA FRANCESCO ROCCO D.: – Preghiamo con la Coroncina dell’Atto d’Amore negli spazi di tempo nelle nostre giornate, anche se siamo agitati, stanchi, ammalati o nella sofferenza. Preghiamo per il disordine che c’è nel mondo e nei nostri cuori, elevando il nostro canto d ‘amore: Mio Dio, Ti amo! Abbi pietà di noi e del mondo intero!  Raggiungeremo così tutti i continenti della terra! Offriamo a Gesù Redentore ogni respiro e battito del cuore perché solo l’amore è in grado di sconfiggere tutto il male con i peccati nostri e dell’intera umanità. Non rimaniamo ripiegati su noi stessi e cerchiamo di essere luce che illumina chi incontriamo nel nostro cammino. 

DA ROSA R.: – Essere mamma non significa aver partorito un figlio, ma anche avere tanti figli spirituali e lei ne ha tantissimi e ne deve essere orgogliosa, così come lo siamo noi, di avere una madre come lei.

DA LAURA C.S.: – Signore, con cuore piangente e contrito Ti affidiamo i malati che in Te confidano e in Te sperano. Guariscili con la Tua Misericordia, effondendo su ciascuno il Tuo Santo Spirito.

DA MARIA S.: – Preghiamo, preghiamo affinché lo Spirito Santo incendi il mondo col fuoco del suo Amore!

DA MARIA A.: – Prego il Signore perché anche figlie e nipoti sappiano dare il loro grande amore che non conosce stanchezze e ferite, non perché possano essere ricambiati o ringraziati, ma perché possano essere un esempio davvero vissuto.

DA MARIA TERESA R. B.: – Ho letto la tua meditazione di maggio alla fine del Rosario che recito ogni mattina e mi è sembrata una continuazione della preghiera e della lode a Maria. La scelta della Purissima, della Madre del Bambino che piange, della rosa di Gerico e della consacrazione mi appare come una felice concatenazione di temi e ispirazioni. Sentiamo nelle tue parole l’urgenza della riparazione ma anche la sicura speranza che la Mamma non ci abbandonerà. Grazie per questo inno alla fede trasmessa dai nostri nonni e che abbiamo il dovere di tramandare!

DA VITO AMEDEO L.: – La Sant.ma Trinità, il gran mistero che la nostra mente accetta senza comprendere: un Dio trino ed uno che ci stupisce: un Padre che crea, un Figlio che si incarna ed uno Spirito che discende dal Cielo a donare la vera Sapienza. Confidando che tutto ci sarà più chiaro quando Dio lo vorrà, rendiamo già lode e grazie e viviamo in letizia la solennità.