PASQUA 2018

PROGETTO ANIME RIPARATRICI

Suor Lina (Michelina) Iannuzzi

Cellulare: 333 95 31 599 dalle ore 9 alle 12 e dalle 20 alle 22

Sito ufficiale Atto d’Amore: www.preghiamoperilmondo.org

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PASQUA 2018

Amatissime Anime che amate il Signore!

Questa volta, anche Suor Lina viene a chiedere la vostra preghiera! Devo subire un trapianto di cornea ai due occhi e per il momento vedo molto poco. È un intervento abbastanza delicato e, come ogni figlio di Dio, chiedo il supporto della vostra preghiera. Sarà quel che Dio vorrà, intanto preghiamo perché io sappia essere disponibile alla piena volontà di Dio! Mi stringo a voi con la preghiera in questo particolare momento. Il risultato è nelle mani del Signore… ma la preghiera è la forza per affrontare e superare la nostra fragilità fisica. Confido nel Signore, che certamente non mi farà mancare anime belle che si dedicheranno a questo apostolato! Vi voglio bene e offrirò anche per tutti voi. In questo periodo, che sarà piuttosto lungo, continuerò ad esservi vicina anche con scritti non miei. Per questa occasione vi propongo una meditazione di Padre Ermes Ronchi. Gustate la sua parola, che a me piace tanto!

 

MEDITAZIONE DI PADRE ERMES RONCHI

(At, 1-8a; 1Cor 15,3-10a, Gv 20,11-18)

“Sia con noi il Signore, sia in noi la forza della Risurrezione, la compagnia del Risorto sulla strada di Emmaus, la dolcezza amica del giardiniere con la Maddalena, sia con noi l’ansia di Pietro e di Giovanni che corrono al sepolcro.
Il segreto di Pasqua è il Dio con noi, tutti i giorni, fino alla fine. Il Dio vicino, di strada e di tavola, parola e pane. Ho un amico cui affidare il peso del cuore.

La Pasqua è tornata, la speranza è qui, l’abbiamo sentita ascoltando un vangelo, dove tutto si colora di fretta e passione. È l’urgenza del seme che si apre, del masso che rotola via. E il sepolcro, vuoto e risplendente nel fresco dell’alba, è come un grembo che ha appena partorito, come il guscio di un seme aperto.

Il Vangelo di oggi è come un Cantico dei Cantici: c’è il giardino, l’amata che cerca: cerco l’amore dell’anima mia; c’è la notte e poi l’alba, la corsa e le lacrime, il nome – Maria! – pronunciato come nessuno sa fare, se non colui che ti ama. E poi quel di più: la tomba diviene un grembo. E parole d’amico: Donna perché piangi? Affidami il peso del cuore. Lo voglio insieme al suo calore.

La sorgente delle lacrime affonda nel più grande dei motivi: Maria di Magdala è l’amica che piange per amore. Piange chi ama. Piange molto chi ama molto. Le lacrime della Maddalena sono anche la prima consolazione del Risorto che, da quell’alba per quaranta giorni, fino a quando se ne va, chiede solo questo: Donna, per chi è il tuo pianto? Chi cerchi, chi desideri così?

E in un’altra alba sul lago chiederà: Simone di Giovanni, mi ami tu?
È risorto ma implora amore, amore umano. Può precedere i suoi, può andarsene da questa terra, se è rassicurato di essere amato.
Mi appassiona questa umanità del Signore. Lo scelgo per questo. A Maddalena chiede: Donna, chi merita queste lacrime, sono per me? E a Pietro con una domanda povera, umile, ferita, chiede: Un po’ di amicizia per me ce l’hai? Non domanda: Pietro, hai capito il mio messaggio? Hai compreso quello che ho fatto? No: Tu, Pietro, mi ami? Allora pascerai i miei agnelli, sarai pastore di piccoli e grandi.

Il Risorto lascia tutto, affida tutto all’amore e non a progetti di qualsiasi tipo, non a intelligenze e dottrine. Donna, perché piangi? Umanità, perché? È il Dio che prova dolore per il dolore dell’uomo e che si innesta nell’albero dell’umanità, nel vecchio tronco del mondo, come per tutti gli innesti attraverso l’incisione, il foro, la ferita della croce. 

Il Calvario è l’innesto definitivo, irrevocabile: Cristo innesta la Sua Risurrezione nel mondo attraverso la croce, la Sua ferita invitta. E la Sua e nostra vita sono ormai un fiume solo, un albero solo. Gesù risorge non con il corpo del Giovedì Santo, ma con quello del Venerdì, con tutte le stigmate. Le ferite restano, Croce e Pasqua sono un unico movimento, ma da quelle piaghe non sgorga più sangue, ma luce. Le nostre risurrezioni sono ferite trasformate in benedizioni. Le nostre risurrezioni iniziano mentre gridano gli abbandoni sulle croci. Cominciano dalle nostre croci e i segni e i chiodi ci sono per sempre. Non nascondere le tue ferite, ma costruiscici sopra. Saranno feritoie di luce.

Gesù risorge dopo essere disceso agli inferi. E se risorge oggi è perché è sceso negli inferi della storia, nella catacombe dei fuggiaschi, nei buchi dei dannati della terra, nei barconi che affondano, nelle stazioni che esplodono. È disceso nelle profondità della materia e della persona, nella vittima e anche nel carnefice ed è qui, adesso, come forza di risurrezione, come forza di gravità celeste, come forza di attrazione verso l’alto, il bello, il buono e annuncia che i carnefici non avranno ragione delle loro vittime in eterno. 

Eppure la morte sembra vincere. Il male del mondo mi fa dubitare, è troppo, è feroce, è pazzo: il terrorismo, i naufragi nel nostro mare che, dice Francesco, è diventato un cimitero insaziabile; il martirio come non mai dei cristiani, milioni di Pilati che si lavano le mani di chiunque invochi aiuto; milioni che non hanno cibo, acqua, casa, amore; il cancro, la corruzione, la terra avvelenata per denaro mi fanno dubitare.
E tuttavia è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo. Dove la terra è stata spianata, vedo spuntare un filo d’erba testardo e poi un fiore che si impunta a fiorire, ostinato, testardo come il battito del cuore e poi un prato dal verde irremovibile. Vedo mucchi di macerie, eppure sulle macerie torna ad apparire un germoglio di vita, ostinata e invincibile.

Vedo che la bellezza rinasce ogni giorno nel mondo. E questo perché? Perché è Dio. Perché il Risorto è all’opera, instancabile, insonne, in alto silenzio. Io credo nella Risurrezione, io credo che “non va perduta nessuna delle opere svolte con amore. Non va perduta nessuna delle sincere preoccupazioni per gli altri. Non va perduto nessun atto d’amore, non va perduta nessuna generosa fatica, non va perduta nessuna dolorosa pazienza. Tutto ciò circola attraverso il mondo, circola come una forza di vita” (Ev Ga 278).

Questa è la linfa profonda che scorre nelle arterie del mondo. Dio è dentro e sospinge in avanti una corrente di atti buoni, di parole buone, di gesti puliti. Un tesoro d’oro fino nel vaso di creta del mondo (2 Cor 4,7). Il mondo combatte per fiorire. Sono fioriti i prati in questi giorni: “è Dio che in essi fiorisce / si espande, dilaga / e poi torna a fiorire” (Turoldo).

Il Risorto combatte con noi per far fiorire il mondo; ad ogni mattino combatte per svegliarci dal sonno del cuore. E potranno tagliare tutti i germogli, potranno recidere tutti i fiori, ma non potranno impedire alla primavera di ritornare. La primavera non si lascia sgomentare. La Risurrezione del Signore non si lascia sgomentare, non si ritira, ha già penetrato la trama nascosta di questa storia. Io lo credo. E sento che sono nato davvero quando Dio si è innestato in me.

Pasqua è il tema più arduo e più bello di tutta la Bibbia. Pasqua è qui, adesso. Ogni giorno è quel giorno. Perché la forza della Risurrezione non riposerà finché non abbia raggiunto l’ultimo ramo della creazione e non abbia rovesciato l’ultima pietra dell’ultima tomba. Allora questo è l’annuncio di Pasqua:

“Rimane, continua, è più forte la potenza dell’amore.
Anche se non ho niente, mani inchiodate dal dolore,
rimane la potenza dell’amore. In un luogo che non conosco, sorgente delle mie sorgenti, cielo del
mio cielo, terra profonda delle mie radici, rimane
la potenza dell’amore!”

Rimane Cristo vivo e questo mi fa dolce e fortissima compagnia: io appartengo a un Dio vivo.

 

Carissime/i,

vi abbraccio con infinito affetto e auguro a tutti voi che la Pasqua del Signore ci renda più esperti e coscienti dell’alleluia pasquale, perché Gesù è vivo ed è con noi sempre! Quando amiamo Egli ci rigenera, ci ricompone, ci cambia e noi sappiamo che, quando si ama davvero, c’è sempre tanta voglia di assomigliare all’amato!

Vi auguro una felice e santa Pasqua e tanto amore per il Signore. Rimaniamo uniti e in preghiera per la Chiesa e per il mondo! Siete presenti nella mia offerta orante. Con stima, affetto e tanta simpatia da Suor Lina che vi vuole un mondo di bene!

Suor Lina Iannuzzi