VIVERE LA MESSA – Avvento 2016

PROGETTO ANIME RIPARATRICI

Suor Lina (Michelina) Iannuzzi

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LA MESSA:

FONDAMENTO, FULCRO E CULMINE DELLA VITA CRISTIANA! 

Avvento 2016

VIVERE LA MESSA 

PARTE PRIMA

La Messa…. La Messa è il cuore della vita cristiana. Essa, essendo il memoriale (cioè il far memoria attraverso un atto liturgico) dell’Ultima Cena e insieme del sacrificio di Cristo in croce, è il compimento più perfetto della nostra redenzione, il mezzo di grazia più potente per ottenere la Misericordia sulla Terra e nel Cielo.

Come fare perché la Messa diventi il sostegno spirituale e la memoria della vita futura nella nostra giornata? Come riuscire a viverla veramente? Come partecipare e far partecipare alla Messa in modo davvero efficace?

Innanzi tutto bisogna domandarci: che cosa è la Messa?

La Messa, o “Cena del Signore”, è il memoriale della morte e risurrezione del Figlio di Dio, l’atto di culto che è insieme “fonte” e “culmine” della vita cristiana, il sacramento che ci dona il Corpo e il Sangue di Gesù. Si, la Messa è l’incontro supremo con il Cristo crocifisso e glorificato, che con questo atto ha costruito in pienezza la Sua Chiesa, che è Suo Corpo vivo e santo.

La Messa ha la capacità di vivificare e condurre a compimento l’essenziale maturazione della “creatura nuova” che il Battesimo ci dà fino alla nascita al Regno dei Cieli. 

Che cosa si deve fare per viverla realmente? Innanzi tutto occorre trovare il tempo per andare a Messa, soprattutto la domenica, Pasqua della settimana, incontro privilegiato col Signore uniti alla propria comunità cristiana (che normalmente è quella parrocchiale). Ma è bello poterci andare anche nei giorni feriali. Occorre poi arrivare possibilmente con un certo anticipo, per predisporre al meglio la nostra interiorità. Durante la celebrazione è opportuno concentrarsi, evitare tutte le occasioni di disattenzione, di indifferenza e non permettere che la mente venga distratta dalle nostre problematiche.

Mio Dio, pietà di noi… per tutte le volte che ci ritroviamo distratti e assenti, mentre sull’Altare avviene il miracolo più grande! 

Vieni, Signore, insegnaci a capire la Messa… addestraci a parteciparvi con fede e amore, donaci l’attenzione, l’amore, lo spirito di preghiera, l’arte di saperla vivere e troveremo l’abbraccio trinitario che si dona a noi! 

COMPRENDERE I PUNTI “CARDINE” DELLA MESSA

L’Atto Penitenziale che viviamo nella Celebrazione Eucaristica non è solo un esame di coscienza, ma è anche l’esperienza di un dono che ci viene offerto, un’accoglienza che Dio fa a noi, nonostante i nostri errori. Questa preghiera ha il compito di elevarci alla contemplazione della bontà di Dio e, quindi, a riconoscerla perché il Signore è vivo ed è presente per accoglierci con la Sua Misericordia senza fine. 

Nell’Offertorio, momento particolarmente importante della Messa, vengono portati all’Altare il pane e il vino, che diventeranno il Corpo e il Sangue di Gesù. Cogliamo quest’attimo santo in cui il Sacerdote versa nel Calice l’acqua e il vino per renderci attivi. Nella presentazione delle offerte è importante restituire a Dio tutto quello che siamo e quanto ci ha donato, perché niente è nostro, tutto ci è stato dato dalla Sua Bontà, per cui è giusto che, in questo altissimo momento, il tutto di noi stessi venga restituito a Lui per darGli gloria!

Bello è offrire al Padre anche i nostri peccati, le azioni buone e meno buone, il poco di bene che riusciamo a fare per ricevere il tutto che è Gesù e quindi uscirne appagati!
Bello e santificante è offrire i nostri affetti, la famiglia, gli amici, le cose che possediamo, perché ritornino a noi protette e benedette dalla volontà del Padre. Così possiamo offrirGli il dono della parola, la fatica dell’ascolto, il nostro camminare, le croci che la vita ci dà, il nostro “fare” anche quando, inciampando, ci facciamo male.

È importante comprendere che in quel pane e vino, frutto della fatica e del lavoro dell’uomo, che il Sacerdote offre al Padre, ci siamo dentro anche noi, uniti a Gesù, figlio di Dio. Questo è il grande mistero e il grande miracolo che fa di noi gli eletti del Regno!
Offrendo il tutto di noi stessi, ogni azione può essere santificata dall’Amore di Dio e, se riusciamo a vivere in un continuo atto di offerta la nostra giornata, ci accorgeremo che il Signore ci trasforma in Lui e realizza in noi la vita divina, pur nel nulla che noi siamo!

La Preghiera Eucaristica inizia con il prefazio. Infatti quando il Sacerdote dice “In alto i nostri cuori”, invita il popolo a innalzare i cuori verso il Signore e li associa a sé nella solenne preghiera che egli, a nome di tutta la comunità, rivolge a Dio Padre per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo.

La Preghiera Eucaristica è il cuore della Messa… si dovrebbe ascoltare in un silenzio adorante, perché in essa si realizza una presenza attiva, operante, salvifica del Cristo per tutti noi. È il momento culminante dell’intera celebrazione, è la Preghiera che diventa azione di grazie e di santificazione.

Ascoltiamo poi, con spirito di amore, di adorazione e di raccoglimento, le parole della Consacrazione: “Questo è il mio Corpo, questo è il mio Calice… Fate questo in memoria di me“ (Luca 22,19-20)… E la presenza del Signore è là, diventa reale e le nostre azioni in Gesù e per Gesù diventano Suoi gesti! È il grande mistero della Cena del Signore che ci permette l’unione con Lui, sempre attivo per realizzare l’unità nella vita della Chiesa.
Qui, noi, popolo di Dio, partecipiamo ai beni del Sacrificio Pasquale e, mentre il Sacerdote eleva l’Ostia e il Calice, manifestiamo al Signore i nostri bisogni… offriamo a Lui la nostra umanità peccatrice, perché Gesù la prenda su di sé e la presenti al Padre, mentre ci purifica, ci nutre di Lui, ci dilata per renderci capaci di accogliere e aderire alla Sua Grazia.

In questo altissimo momento prendiamo in mano la nostra vita, con le nostre delusioni, con le nostre pene perché con Gesù, in Gesù e per Gesù, possiamo innalzarla, offrirla, celebrarla, unita al Suo Sacrificio, nella comunione del Suo Corpo mistico.

Egli beve il Suo Calice e, noi con Lui, dobbiamo accettare di bere il calice della nostra vita, fatta sì di sofferenze e di prove, ma anche di gioie, di affetti dentro le prove!
Bere il nostro calice può aiutarci a capire che in ogni circostanza può esserci una benedizione, perché ogni calice in Cristo diventa salvezza! E il nostro nulla offerto a Gesù trova il volto del Padre che ci aiuta a essere Suoi figli.

Arrivati al solenne momento dell’Eucaristia sappiamo che, cibandoci di Lui, entriamo in unione intima, ineffabile con Gesù risorto. Infatti le Sue parole: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui” (Gv 6,56). La vita cristiana ha il suo fondamento nel banchetto eucaristico. “Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me” (Gv 6,57).

L’Eucaristia è un segno, è un cibo che nutre e dev’essere non solo contemplato, ma soprattutto assunto, perché Gesù vuole realizzare la Sua dimora in noi e in mezzo a noi. Egli si offre a noi, non per il fatto che noi lo vogliamo, ma perché Lui vuole donarsi veramente e trasmettersi a noi, e tutto questo solo nella misura in cui noi lo vogliamo veramente!
Alla “Cena Eucaristica” Gesù invita e accoglie tutti… Vuole l’uomo con tutto quello che è e lo va a cercare in qualunque situazione di debolezza si trovi: lo cerca nella povertà, lo chiama nel dolore, lo investe nel peccato! “Dove ha abbondato il peccato, là ha sovrabbondato la Grazia!” (Rm 5,20).
Non abbiamo segni straordinari, occorre fare un salto nella fede per giungere a Dio, ma l’atto di fede nella Messa ci fa entrare nell’atto sacrificale di Gesù, dove Egli sembra dirci: – Con il mio Corpo mi dono a voi, con il mio Sangue riscatto voi! 

Signore che hai detto: “Chi viene a me non lo respingerò” donaci di capire la grandezza della Messa, il Tuo “Sacro convito” che ci porta all’unione con Te. Rendici aperti alla Tua Grazia e ottienici di saper vivere la Messa, di saperla apprendere con fiducia e amore; donaci di farla nostra, insegnaci a parteciparvi come a un bene prezioso che ci viene dato e, con Te e in Te, Figlio di Dio, diventeremo i figli che il Padre ha sognato!

Giunti allo scambio della pace, sarebbe bello sentirlo come il simbolo di un abbraccio molto più grande, profondo, reale. Questa pace con noi e tra di noi diventa oggetto di una struttura di vita, di convivenza… Così se siamo attenti e presenti sentiremo che si potenzia in noi il gusto, l’intelligenza, l’energia per l’interesse al mondo, alla Chiesa… ai fratelli! La nostra pace non è un fuggire nel deserto, ma una passione per il mondo, per il lavoro, per il futuro dei giovani e i loro problemi.

ANDARE A MESSA PER DIVENTARE CIELO!

La Messa è l’Atto d’Amore di Gesù che ci dona l’abbraccio con la Trinità che vogliamo e dobbiamo fare nostro, perché ogni Eucaristia mette in noi una fame di Cielo, desideri di cose grandi; bisogno di essere perdonati:

Si, Signore, io sono solo peccato, ma confido in Te e
mi offro a Te, perché Tu possa lavarmi da ogni mia colpa!

Quanto è diversa la vita di chi “realmente” comprende il valore della Messa, di chi impara ad avere fame e sete dell’Eucaristia… di chi sente l’esigenza di nutrirsi del Signore. Per questo la Messa senza comunione è monca e si insiste tanto perché ci nutriamo delle “specie” consacrate nella Messa stessa.
Imitiamo i Santi che hanno avuto tutti una vera passione per la Messa: l’hanno intuita e l’hanno pienamente vissuta in tutta la loro vita!

Il Signore Gesù è veramente presente nella Messa, ma non dev’essere per noi una pura contemplazione o ammirazione, perché il Suo donarsi a noi è azione di comunione, di trasformazione che crea un “incontro”; l’abbraccio che ci accoglie, ci innalza e ci perdona. È vero che ogni cristiano che vive immerso in Lui lo incontra anche nell’aria che respira, ma la Messa del Gesù risorto con la Sua Ascensione hanno determinato una presenza universale, salvifica, definitiva. Egli è diventato come un sole che si è alzato sugli orizzonti di tutto il mondo per illuminarlo pienamente e per sempre!

SAPER VIVERE LA MESSA

Vivere la Messa è saper vivere di offerta… è saper vivere lodando il Signore, è saper vivere amando, riparando, ringraziando, non solo per le gioie umane, ma per tutto quello che la vita ci ha dato, che il vissuto ci ha donato, al di là dei nostri sogni e delle nostre aspettative!
Vivere la Messa è soprattutto saper morire a noi stessi, al nostro egoismo, ai nostri interessi che tante volte non piacciono a Gesù.
Vivere la Messa è anche accettare la nostra povertà con umiltà e fiducia in Dio, con spirito di fede e di povertà per le fragilità di sempre, perché da soli non possiamo mai nulla, ma con Gesù è possibile migliorarsi!

A volte ci accorgiamo di vivere male la Messa perché siamo fuori dal mistero… Ci crediamo, ma non pienamente; partecipiamo ma con scarsa convinzione! Occorre fare un salto nel buio della fede per giungere a Dio e appropriarci delle Sua Promesse! La Messa è un offrirsi reale di Gesù che ci accoglie e ci offre il Suo abbraccio, ma esige affetto… amicizia… comunione!

Insegnaci, Signore a vivere la nostra testimonianza di fede e donaci
una fede matura che sa andare al di là di quello che non vediamo!

Può succedere di essere impediti perché inchiodati su una carrozzina, in un letto, in una corsia d’ospedale per una malattia, che pur lasciandoci attivi, è un peso enorme per la quotidianità che il Signore ci dona! Tutto questo può diventare la nostra vera Messa perché, se il nostro vissuto diventa sacrificio, ecco che può diventare anche adorazione, ringraziamento, riparazione, domanda! Sono le quattro finalità della Messa che, calate nel nostro “terribile quotidiano”, possono aiutarci a vivere ogni giorno, la nostra Messa, perché aiutano a farci sentire innestati nel sacrificio di Gesù che si ripete sugli Altari di tutto il mondo!

Finisce la Messa… ma questo miracolo che è il più grande, deve cominciare nella nostra interiorità, nella nostra giornata, nel nostro lavoro per rimanere un tutt’uno nel Suo Amore!
Non basta andare a Messa, ma bisogna assumerla nella nostra vita, renderla vitale e permetterle di versare nella nostra interiorità quello che la morte e la risurrezione del Signore può dare!

La parola “Messa” viene dal latino “Missa” – che significa “inviata” – e noi siamo degli “inviati” da Gesù nel mondo. Anche se non siamo ministri dell’Eucaristia, uscendo dalla Celebrazione Eucaristica, siamo comunque “mandati” a portare la comunione con Dio e con la Chiesa a chiunque incontriamo sul nostro cammino, perché tutti siano Uno e riconoscano che Gesù è il Signore del cielo e della terra!
Sentirci in missione è far capire che la Messa non finisce sull’Altare, ma deve iniziare nella nostra vita con l’amare e il servire il Signore, dovunque ci troviamo. Uno dei modi migliori da cui partire è amare e aiutare il nostro prossimo più vicino. Imitiamo Maria che, dopo l’Annunciazione dell’Angelo, si recò a visitare sua cugina Elisabetta.

Si, siamo degli “inviati…”, occorre sentirci tali, ma abbiamo bisogno di capire che essere inviati è bello… è entusiasmante… è opportuno… può portare un grande frutto per la Chiesa e per il mondo!

PARTE SECONDA

Continuiamo a riflettere sulla Santa Messa, perché è un argomento che non si esaurisce con poche pagine, anzi più ci addentriamo, più ci interpella e ci interroga.

COME VIVO LA MESSA?  PERCHÈ È COSÌ IMPORTANTE?

Nella meditazione precedente non abbiamo affrontato la riflessione sulla prima parte della Messa, quella della Liturgia della Parola. Essa è un altissimo momento per tutti noi, perché ci espone, attraverso le letture delle Sacre Scritture, l’annuncio dell’Opera di salvezza, realizzata pienamente dalla venuta del Figlio di Dio in mezzo a noi.

Le letture bibliche non sono semplicemente lette, ma proclamate, perché è Dio stesso che parla al Suo popolo, parla a ciascuno di noi, e ci rivela il Suo Progetto d’Amore per l’umanità.

Ascoltiamo con grande attenzione le letture della Parola e lasciamoci toccare da essa fino a farla abitare in noi! In questo modo la Parola di Dio, può incidersi in noi e modellare tutto il nostro vissuto.
Un ascolto attento dell’omelia, potrà farci capire meglio e porterà ad assimilare, ad ampliare le nostre conoscenze sulla Sacra Scrittura. Anche la Liturgia della Parola è una “Mensa” perché Cristo è realmente presente tanto nella Sua Parola, quanto sotto le specie eucaristiche. È il momento in cui la Chiesa spiega e insegna ad avvicinarci alle letture dell’Antico e del Nuovo Testamento. A noi farne tesoro con l’ascolto, il raccoglimento e la preghiera!

Solo in Cielo si comprenderà quale Divina meraviglia sia la Santa Messa! Per quanto ci si sforzi e per quanto possiamo essere santi o ispirati, siamo solo in grado di balbettare su quest’Opera Divina che trascende gli uomini e i Santi stessi. E allora andiamo a vedere come si esprimono i Santi sulla Santa Messa.

Un giorno fu chiesto a San Pio da Pietrelcina: “Padre, spiegateci la S. Messa”. “Figli miei, come posso spiegarvela? La Messa è infinita, come Gesù… Chiedete a un Angelo cosa sia una Messa ed egli vi risponderà, con verità: capisco che cosa è e ne conosco il motivo per cui si celebra, ma non comprendo quanto valore abbia. Penso che un Angelo, mille Angeli e tutto il Cielo sanno questo e così pensano”.

Sant’Alfonso de’ Liquori arriva ad affermare: “Dio stesso non può fare che vi sia un’azione più santa e più grande della celebrazione di una Santa Messa”. San Tommaso d’Aquino, con frase luminosa, scrisse:
”Tanto vale la celebrazione della Santa Messa, quanto vale la morte di Gesù sulla Croce”. Per questo san Francesco d’Assisi diceva: “L’uomo deve tremare, il mondo deve fremere, il Cielo intero dev’essere commosso, quando all’Altare, tra le mani del Sacerdote, appare il Figlio di Dio”. 

Il Santo Curato d’Ars asseriva: “Se conoscessimo il valore della S. Messa, quanto maggiore zelo si potrebbe mettere per ascoltarla meglio!”

Gli effetti salutari che la Santa Messa produce a chi vi partecipa, con le disposizioni giuste, sono ammirevoli: 

. si ottiene il perdono delle colpe;
. diminuisce la pena temporale dovuta ai peccati commessi;
. indebolisce l’impero di satana e i furori della concupiscenza;
. rinsalda i vincoli dell’incorporazione a Cristo;
. abbrevia la durata della purificazione;
. procura un più alto grado di gloria in Cielo.

Preghiamo la Vergine Maria e i Santi del Cielo perché ci facciano capire pienamente il grande valore della Santa Messa!

Suor Lina Iannuzzi