XIX GIORNATA DEL MALATO – Febbraio 2012

PROGETTO ANIME RIPARATRICI

Suor Lina (Michelina) Iannuzzi

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XIX GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

11 FEBBRAIO 2012

A voi tutti amatissimi ammalati in Cristo, santi che soffrite, protagonisti e umili eroi della storia del dolore; voi immagine del Cristo sofferente fra noi… a tutti voglio dire: vi porto nel cuore con il carico di dolore perchè vi sento parte di me, dei miei ideali, della mia fede che il Padre arricchisce del gregge di Cristo!
Nelle nostre file ci sono tante persone baciate dalla sofferenza e a tutti voi penso in questo 11 Febbraio, in cui la Chiesa ci fa gustare tutto il gaudio di Lourdes e della tenerezza materna di Maria per gli ammalati. Non ci sono solo malati nel fisico, ci sono anche quelli, come afermava Giovanni Paolo II, che hanno “il dolore nell’anima”. Nella nostra tormentata epoca, i feriti nell’anima sono tanti e sono quelli che sono malati di solitudine, di abbandono, di divisioni, d’incomprensione che ci attraversa giorno e notte… dolore dell’anima o del corpo che pace non dà neanche nel sonno!

“Colui che Tu ami è malato!” Mandarono a dire a Gesù le sorelle di Lazzaro (Gv 11,3), ma Lui, il Signore della vita, non ha mai dato molte spiegazioni sulla sofferenza. Egli ci invita solo ad abbracciare la croce e a seguirlo. Infatti dice: “Prendi la tua croce e seguimi” (Cfr Mt.16-24). Così man mano che abbracciamo quel tipo di croce che si delinea sul nostro cammino, il Signore si unisce alla nostra sofferenza e ci svela il significato salvifico del dolore che rimane sempre un grande mistero, ma possiede una grande forza che salva, che scuote le coscienze, le purifica e le innalza come nessuna cosa sa fare!

Accogliamo la piccola o grande spada delle contrarietà e delle avversità della vita e lasciamo che con Cristo e in Cristo diventino mezzo di redenzione per la Chiesa tutta.

Nel 2010, a Fatima, Papa Benedetto XVI così diceva agli ammalati:
“Voi siete redentori nel Redentore, come siete figli nel Figlio!”

È questa la grande verità della nostra fede. Essa deve sostenerci e incoraggiarci sempre, perchè ogni tipo di dolore morale o fisico, se è offerto, non andrà mai perduto, ma può diventare “rugiada” per far fiorire il deserto del mondo!

A volte ci sentiamo inutili, di peso agli altri, ma non è così, perchè c’è sempre un grande compito affidato a chi soffre… C’è sempre una missione da compiere per coli che è visitato dal dolore e, quando la sofferenza è accolta e offerta, essa fa di noi degli apostoli, dei soggetti attivi nella Chiesa di Dio. Certo, in chiave di amore, di accettazione e di offerta, ogni tipo di sofferenza può farci diventare utili, missionari nella storia della salvezza.

Vedo e sento gli ammalati come i miei grandi maestri di vita che mi raccontano tutta la precarietà, la fragilità della nostra natura umana e, al tempo stesso, capto e osservo, nella loro dignità composta e operosa, il fiorire della loro anima che il Signore veste del Suo riflesso per fare di ciascuno il Suo stupendo capolavoro.

Carissimi ammalati, gioia e riflesso di Dio voi siete, perchè il Signore ha cura di voi più di tutti gli altri! Non perchè ami o prediliga la sofferenza, ma perchè ama le persone che soffrono e se ne prende cura come fa una mamma con il suo bambino malato che ha più bisogno di aiuto. Non siete soli, ma è con voi il Signore ed è meravigliosamente operante in ciascuno di voi che crede e che soffre.

Accettiamo serenamente lo stato di sofferenza che è in noi e gioiosamente, solo se ci è possibile, sicuri di essere sempre e in ogni modo nella piena volontà di Dio che ci assiste e ci dona speranza.

Vorrei potervi far sentire quello che avverto quando m’imbatto in un ammalato: chiunque esso sia, io sento che in lui c’è il capolavoro di Dio e c’è il volto di Cristo. Intuisco chiaramente che ogni patire può essere vinto dall’amore e dall’offerta costante al Padre che fa del sofferente un apostolo, un santo che Egli manda nella “vigna del Signore”.

Abbiamo un cammino che ci coinvolge molto e se siamo attenti, se pensiamo al bene che ci è possibile fare, noi possiamo passare dall’essere curati al donare per gli altri, al donare per il mondo! Siamo deboli, ma con la Grazia che ci abita e ci porta, noi possiamo costruirci gran patrimonio in cielo!

Carissime anime provate dalla malattia o dalle peripezie della vita, anime chiamate a condividere la croce di Cristo, io vi esorto nel nome Santo di Dio di essere forti nella fede e perseveranti nella speranza, perchè nessuno si perda e nessuno soccomba nell’ora della prova. Ogni sofferenza è una miniera che è continuamente santificata da Dio e, se è offerta a Lui, può diventare un capitale per noi e per l’intera umanità.
Dobbiamo avere sempre ben chiara l’idea che ogni nostro sforzo, dispiacere, preoccupazione, sofferenza fisica o morale, è raccolta dall’Amore del Padre ed è scritta lassù nel Cielo.

Chiediamo a Maria e al Cuore di Cristo di insegnarci a saper vivere la malattia o il dramma intimo che ci portiamo dentro come una vocazione, un compito che deve impegnarci a dargli senso. Offriamola al Signore per la nostra stessa famiglia, per la Chiesa, per tutti i figli di Dio, perchè ogni dolore, redento nel sangue di Cristo, rimanga sacro e possa essere pedina di slancio per la Chiesa e per il mondo intero!

Carissime anime che mi seguite, vorrei poter dire al cuore di ciascuno: ogni nostro dolore ci radica a Cristo sofferente e il Lui e con Lui possiamo sostenere il mondo e fare un gran bene all’umanità fragile e smarrita che non sa più cercare il Signore.
A tutti invio il mio abbraccio di pace e di gioia nel Signore, la mia tenerezza che chiede per voi benessere e salute nel corpo e nello spirito.

Sia con voi il Signore a farvi sentire e gustare la gioia degli eletti per una vita donata e santificata dal cammino che dobbiamo percorrere; vi abiti lo Spirito di Dio e possa Egli svelarvi i segreti del Re che ci rendono nuovi e fecondi, ardenti e costanti nella fede e nell’amore.

Suor Lina Iannuzzi